
Demansionamento
Guida Breve al Demansionamento
Il demansionamento consiste nell’assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle per cui è stato assunto o che ha successivamente acquisito. La disciplina è contenuta nell’articolo 2103 del codice civile, così come riformato dal decreto legislativo n. 81/2015.
Principio Generale e Eccezioni
Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per cui è stato assunto o a quelle corrispondenti al livello superiore acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.
Tuttavia, la legge prevede eccezioni che consentono il demansionamento in caso di:
- Modifica degli assetti organizzativi aziendali che incida sulla posizione del lavoratore
- Previsioni dei contratti collettivi che autorizzino specifiche ipotesi
Il demansionamento legittimo è limitato al livello immediatamente inferiore, come chiarito dalla Cassazione civile, ordinanza n. 3132 del 2023.
Regime Probatorio
Il lavoratore deve allegare le circostanze che evidenziano lo svuotamento del ruolo ed il demansionamento, mentre il datore deve dimostrare l’esatto adempimento dell’obbligo di assegnazione corretta delle mansioni.
Tutele del Lavoratore
- Conservazione del Trattamento Retributivo
Nelle ipotesi di legittimo demansionamento, il lavoratore ha diritto alla conservazione del livello di inquadramento e del trattamento retributivo precedente (fatta eccezione per gli elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento della precedente prestazione lavorativa).
- Obbligo comunicazione scritta
Il mutamento di mansioni deve essere comunicato per iscritto, a pena di nullità.
- Accordi Individuali
La norma prevede la possibilità di stipulare accordi individuali di modifica delle mansioni, della categoria legale e del livello di inquadramento nelle sedi di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile, o avanti alle commissioni di certificazione, nell’interesse del lavoratore alla conservazione dell’occupazione, all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita.
Risarcimento del Danno
Il demansionamento illegittimo può dar luogo a diverse tipologie di danno risarcibile:
Danno patrimoniale: impoverimento delle competenze professionali, mancata progressione di carriera. Può essere accertato presuntivamente quando si dimostri la natura dequalificante delle mansioni svolte.
Danno non patrimoniale: violazione del diritto alla libera esplicazione della personalità nel lavoro, che richiede specifiche allegazioni sui riflessi concreti subiti.
La liquidazione avviene equitativamente, considerando la professionalità colpita, la durata del demansionamento e le circostanze del caso.
Aspetti Processuali
- Il demansionamento costituisce illecito permanente, quindi la prescrizione inizia a decorrere solo successivamente alla cessazione del comportamento
- Può integrare giusta causa di dimissioni se protratto nel tempo
Il demansionamento rappresenta una materia in continua evoluzione, caratterizzata dall’equilibrio tra le esigenze organizzative dell’impresa e la tutela della professionalità del lavoratore. La riforma del 2015 ha introdotto maggiore flessibilità per le aziende, mantenendo tuttavia significative garanzie per i lavoratori, in particolare attraverso la conservazione del trattamento retributivo e la limitazione del demansionamento al livello immediatamente inferiore. La giurisprudenza continua a svolgere un ruolo fondamentale nell’interpretazione delle norme e nella definizione dei criteri per l’accertamento e la quantificazione del danno, richiedendo sempre un’analisi caso per caso delle specifiche circostanze fattuali.


